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Vecchio 22-07-2009, 01.08.31   #1
dafne
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Predefinito paghiamo per ciò che siamo..?

Lo metto in esperienze perchè è un pensiero, o un gruppo di pensieri, che mi stà punzecchiando da qualche giorno ma non riesco a trasformarlo ancora dal dafnese all'italiano per cui intanto metto qui...

Riflettevo su una frase che probabilmente ho letto (o visto in tv..mah) che diceva, più o meno, che paga la vigliaccheria maggiormente un re di un villano.

Credo che la cosa si riferisca ad ambiti ben più ampi del coraggio, nel caso del re, comunque, o del cavaliere del re che rende meglio, essere vigliacchi è una pena che il cavaliere sconta molto di più del contadino.

Il primo pensiero va alla consapevolezza, sono cavaliere mi devo comportare in un certo modo, se non lo faccio la mia "punizione" sarà maggiore rispetto ad un villano che mostri lo stesso comportamento.

Però ho la sensazione che non sia solo legato alla consapevolezza ma anche alla struttura della persona.
Tento di spiegarmi (preparatevi ) sono cavaliere, so che mi dovrei comportare in un certo modo, so di non averlo fatto, vengo "castigato" maggiormente del villano che invece ha agito, probabilmente, per puro istinto.
Ecco, questo è legato alla consapevolezza.

Poi c'è il fattore..ehm..biologico, essere un cavalire, consapevolezza o meno, mette comunque sempre in posizione diversa..per fare un esempio ..se il cavaliere in questione avesse vissuto tutta la vita come un contadino avrebbe comunque mantenuto in sè lo spirito del cavaliere e avrebbe comunque pagato certe scelte maggiormente del contadino nato contadino.

Le fiabe sono piene di comuni mortali, povera gente, speciale in qualcosa, e per questo sfigatis..ehm..sfortunati all'inverosimile finchè non avessero svelato la loro vera natura..

O no?

Tornerebbe però col disagio esistenziale che potrebbe manifestarsi maggiormente ci allontaniamo dal nostro posto nel mondo e si ricollegherebbe al discorso fatto sui debiti/crediti che abbiamo..
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Vecchio 22-07-2009, 09.29.19   #2
Uno
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Lo metto in esperienze perchè è un pensiero, o un gruppo di pensieri, che mi stà punzecchiando da qualche giorno ma non riesco a trasformarlo ancora dal dafnese all'italiano per cui intanto metto qui...
Ed io invece lo sposto in esoterismo , perchè messo così non è un'esperienza ma un discorso sulle strutture dell'individuo, discorso che si potrebbe anche affrontare psicologicamente, però quello che dici

Citazione:
Però ho la sensazione che non sia solo legato alla consapevolezza ma anche alla struttura della persona.
Tento di spiegarmi (preparatevi ) sono cavaliere, so che mi dovrei comportare in un certo modo, so di non averlo fatto, vengo "castigato" maggiormente del villano che invece ha agito, probabilmente, per puro istinto.
Ecco, questo è legato alla consapevolezza.

Poi c'è il fattore..ehm..biologico, essere un cavalire, consapevolezza o meno, mette comunque sempre in posizione diversa..per fare un esempio ..se il cavaliere in questione avesse vissuto tutta la vita come un contadino avrebbe comunque mantenuto in sè lo spirito del cavaliere e avrebbe comunque pagato certe scelte maggiormente del contadino nato contadino.
Anche se hai usato la parola "persona" lascia benissimo spazio per parlare di struttura individuale intesa in senso più ampio che della sola psicologia.

Non si dovrebbe mai rispondere ad una domanda con una domanda, però si può fare se la nuova domanda è la risposta alla domanda di prima , quindi....
Mettiamo che uno nasca villano e diventi poi cavaliere, gli aumenta il senso della responsabilità (sintetizzo prendendo quello che hai messo tu nel discorso, ma ovviamente non è tutto limitato alla responsabilità) oppure è perchè gli è aumentato il senso della responsabilità che da villano si trasforma in cavaliere?
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Vecchio 22-07-2009, 09.49.12   #3
dafne
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Non me l'ero nemmeno posto il problema del cambiamento ero ferma al fatto che uno nasce in un certo modo e che non assecondando il sue esssere pagasse pegno..cmq..il cambiamento di stato presuppone una sollecitazione, quindi di getto ti direi che uno diventa cavaliere perchè è aumentata la consapevolezza.

Però è anche vero che diventando cavalieri aumenta il senso di responsabilità, scoprendo i nuovi "obblighi morali" (pessimo termine lo so) che lo hanno investito.

Direi che non ho idea se il senso di responsabilità sia conseguenza o causa.

Non so perchè ma penso che sia conseguenza, cioè uno diventa cavaliere e gli aumenta il senso di responsabilità.questo potrebbe spiegare perchè se uno diventa cavaliere e non si comporta come tale paga sempre più di un villano che faccia le stesse cose.

Ma è possibile che le due risposte non si escludano a vicenda?
Voglio dire, posso diventare cavaliere perchè mi è aumentato il senso di responsabilità (magari sotto la guida e l'aiuto di qualcuno esterno) e può essere anche che io sia diventato cavaliere (magari, appunto, per nascita) e questo mio essere mi abbia aumentato il senso di responsabilità...mmmm..mi sono persa un anello nel discorso vero?

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Vecchio 22-07-2009, 10.17.30   #4
stefano
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secondo me a prescindere da "categorie" si paga pegno ogni qualvolta ciascuno non si comporta "pienamente" in accordo con il proprio essere.
e sul "pienamente" che a mio avviso occorre puntare l'attenzione.
Quel "pienamente" è il fattore determinante a mio parere.
Ogni qualvolta non si vive pienamente si paga in un certo senso pegno.
se dovessi dire cosa mi viene in mente con il termine pienamente direi "perfettamente in accordo con la propria anima"
questo "pienamente" implica un'infinità di cose.
implica conoscenza di se stessi, coraggio, capacità decisionale, equilibrio ecc. ecc. ecc.

quindi non so più che dire "paghiamo per ciò che siamo"
io direi
"paghiamo perchè non siamo pienamente noi stessi" e l'universo ci fa da insegnante in questo e facendoci "pagare" è come se ci spronasse su questa via.
dato che nel momento in cui siamo "pienamente" ci sa anche ricompensare.
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Vecchio 22-07-2009, 10.26.54   #5
stefano
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mi viene questa immagine:
l'Uomo "pieno" è colui che sviluppa pienamente tutte le potenzialità insite in se.
Dato che potenzialmente l'uomo le ha in se tutte e alcune riesce a svilupparle, ogni qualvolta nel momento in cui su una di esse non la manifesta pienamente "paga".
E secondo me è un modo che ha l'universo per far prendere coscienza alla persona di questa "mancanza" di questo suo "scendere" rispetto a come E'.
Insomma non so come spiegarlo meglio.
Provo a fare un esempio:
se uno ha sviluppato ad esempio una certa dote di Volontà e davanti a una situazione non la esprime pienamente in sostanza "paga" questa non piena manifestazione.
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Vecchio 22-07-2009, 10.53.48   #6
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Non me l'ero nemmeno posto il problema del cambiamento ero ferma al fatto che uno nasce in un certo modo e che non assecondando il sue esssere pagasse pegno..cmq..il
Non ho tempo di rispondere a tutto, ma per questo:
Cambiamento o nascita il concetto è identico. Ti volevo far vedere qual'è la causa e quale l'effetto.
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Vecchio 22-07-2009, 13.14.10   #7
dafne
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mi viene questa immagine:
l'Uomo "pieno" è colui che sviluppa pienamente tutte le potenzialità insite in se.
Dato che potenzialmente l'uomo le ha in se tutte e alcune riesce a svilupparle, ogni qualvolta nel momento in cui su una di esse non la manifesta pienamente "paga".
E secondo me è un modo che ha l'universo per far prendere coscienza alla persona di questa "mancanza" di questo suo "scendere" rispetto a come E'.
Insomma non so come spiegarlo meglio.
Provo a fare un esempio:
se uno ha sviluppato ad esempio una certa dote di Volontà e davanti a una situazione non la esprime pienamente in sostanza "paga" questa non piena manifestazione.
Lo so di essere OT ma colgo l'occasione al volo per chiederti, se possibile, un favore.
La mia testa registra le virgolette ("..") come o un riportare frasi non nostre o quando usiamo un termine ma non è quello che esattamente esprime il nostro pensiero, o ancora in caso di dubbio.
Io leggo i tuoi post e magari li capisco anche e magari vorrei anche risponderti o chiederti ma tutte le parole che virgoletti mi lasciano sempre, alla fine, un senso di non compreso, non capito che non riesco a superare.

Anche nel post sopra, mi mandano in confusione e (scusa) salto via il post..il che è un peccano, no?

Puoi provare a usare i termini senza virgolette ogni tanto anche se non esprimono pienamente ciò che intendi? Grazie

scusate l'OT
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Vecchio 22-07-2009, 13.23.08   #8
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Lo so di essere OT ma colgo l'occasione al volo per chiederti, se possibile, un favore.
La mia testa registra le virgolette ("..") come o un riportare frasi non nostre o quando usiamo un termine ma non è quello che esattamente esprime il nostro pensiero, o ancora in caso di dubbio.
Io leggo i tuoi post e magari li capisco anche e magari vorrei anche risponderti o chiederti ma tutte le parole che virgoletti mi lasciano sempre, alla fine, un senso di non compreso, non capito che non riesco a superare.

Anche nel post sopra, mi mandano in confusione e (scusa) salto via il post..il che è un peccano, no?

Puoi provare a usare i termini senza virgolette ogni tanto anche se non esprimono pienamente ciò che intendi? Grazie

scusate l'OT

va benissimo
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Vecchio 22-07-2009, 13.31.57   #9
dafne
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Mettiamo che uno nasca villano e diventi poi cavaliere, gli aumenta il senso della responsabilità (sintetizzo prendendo quello che hai messo tu nel discorso, ma ovviamente non è tutto limitato alla responsabilità) oppure è perchè gli è aumentato il senso della responsabilità che da villano si trasforma in cavaliere?
Azz ho letto male la domanda
(diciamo che ci ho letto quel che volevo leggereci..vabbèh)

Dato di fatto è che un tizio da villano diventa cavaliere. Punto (non c'è l'opzione da cavaliere faccio il villano che è, a sto punto, un'altra storia..)

Si, se da villano uno diventa cavaliere è perchè gli è aumentato il senso di responsabilità. E' queso infatti, penso, il fattore scatenante del cambiamento.
Non è che se decido che un villano debba esssere cavaliere allora questo gli infonde, per grazia ricevuta, il senso di responsabilità...

Quindi, a logica, un cavalire paga di più il suo atteggiamento non corretto perchè per esser diventato cavaliere deve aver avuto il senso di responsabilità?

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Vecchio 22-07-2009, 14.15.33   #10
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Azz ho letto male la domanda
(diciamo che ci ho letto quel che volevo leggereci..vabbèh)

Dato di fatto è che un tizio da villano diventa cavaliere. Punto (non c'è l'opzione da cavaliere faccio il villano che è, a sto punto, un'altra storia..)

Si, se da villano uno diventa cavaliere è perchè gli è aumentato il senso di responsabilità. E' queso infatti, penso, il fattore scatenante del cambiamento.
Non è che se decido che un villano debba esssere cavaliere allora questo gli infonde, per grazia ricevuta, il senso di responsabilità...

Quindi, a logica, un cavalire paga di più il suo atteggiamento non corretto perchè per esser diventato cavaliere deve aver avuto il senso di responsabilità?


più che il senso mi viene da pensare la responsabilità vera e propria (soprattutto verso Te stesso)
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Vecchio 27-07-2009, 23.27.38   #11
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Si, se da villano uno diventa cavaliere è perchè gli è aumentato il senso di responsabilità. E' queso infatti, penso, il fattore scatenante del cambiamento.
Non è che se decido che un villano debba esssere cavaliere allora questo gli infonde, per grazia ricevuta, il senso di responsabilità...

Quindi, a logica, un cavalire paga di più il suo atteggiamento non corretto perchè per esser diventato cavaliere deve aver avuto il senso di responsabilità?

Io la metterei così, più sei cosciente e consapevole e da più in alto cadi se sbagli.

Diventi cavaliere perchè vieni nominato e cioè il tuo valore viene riconosciuto da chi è più in alto di te, in campo spirituale nessuno ti inizia con cerimonie o chissàchè ma avverti sempre più la responsabilità ad esempio di essere onesto, di dire il vero, di fare il male minore, di valutare oggettivamente le parole che dici ecc ecc Quando avverti questa responsabilità è perchè in te si è istaurato un processo di cui sei cosciente.Ne dovrebbe derivare che coscientemente menti, sei disonesto, manipoli usando le parole ecc ecc.
Quindi penso che se un villano usa male le parole e fa danni sia maggiormente comprensibili perchè non sa quello che fa... ma se lo fa un cavaliere allora è maggiormente grave, maggiore è la responsabilità, maggiore sono gli effetti sia in bene che in male.
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Vecchio 28-07-2009, 00.07.04   #12
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Io la metterei così, più sei cosciente e consapevole e da più in alto cadi se sbagli.

Diventi cavaliere perchè vieni nominato e cioè il tuo valore viene riconosciuto da chi è più in alto di te, in campo spirituale nessuno ti inizia con cerimonie o chissàchè ma avverti sempre più la responsabilità ad esempio di essere onesto, di dire il vero, di fare il male minore, di valutare oggettivamente le parole che dici ecc ecc Quando avverti questa responsabilità è perchè in te si è istaurato un processo di cui sei cosciente.Ne dovrebbe derivare che coscientemente menti, sei disonesto, manipoli usando le parole ecc ecc.
Quindi penso che se un villano usa male le parole e fa danni sia maggiormente comprensibili perchè non sa quello che fa... ma se lo fa un cavaliere allora è maggiormente grave, maggiore è la responsabilità, maggiore sono gli effetti sia in bene che in male.
Ma in che modo paghiamo se sbagliamo "da cavalieri"?

Di disgrazie, lutti, sofferenze varie ne soffrono tutti a vari livelli, non è che essi appaiono solo da un certo punto dell'evoluzione in poi, quindi il dazio che si paga è comunque correlato in qualche modo alla posizione acquisita, magari in termini di cosa perdiamo concretamente in seguito allo sbaglio, che ha o dovrebbe avere un valore maggiore rispetto a ciò che si può perdere più in basso.

Un santo che sbaglia perde un qualcosa (gioia, estasi, ulteriore evoluzione futura) che ha un valore maggiore visto che viene ponderato per il "peso" raggiunto dal soggetto che commete l'errore .
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Vecchio 28-07-2009, 00.41.53   #13
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Quindi, a logica, un cavalire paga di più il suo atteggiamento non corretto perchè per esser diventato cavaliere deve aver avuto il senso di responsabilità?
Un cavaliere perde di più perchè la sua struttura è migliore di quella del villano...

Un villano che si comporta male non perde nulla, è il suo stesso essere così, a tal struttura corrispondono tali azioni, mentre per un cavaliere la cui struttura dovrebbe portarlo a ben più nobili azioni si tratta di una vera e propria sciagura, dato che con quel comportamento perde un pezzo di se stesso.. Forgiamo la nostra struttura in base alle nostre azioni, ai nostri sforzi, al tempo stesso in cui la nostra struttura ci aiuta per compiere sempre più grandi azioni.

A livello fisico è come immaginare un giocatore scarso che disputa un pessimo campionato... non succede niente, è la norma, gioca sempre male perchè la sua struttura non gli consente di fare di meglio.
Un campione invece, uno da cui ci si aspetta sempre grandi cose, se gioca una brutta stagione è finito, non è più un campione.. Anzi, si può dire che non è mai stato un vero campione perchè non ha consolidato questa struttura nel corso degli anni.. (e con un po' di fortuna qualche buona partita la sanno giocare tutti..)

Ultima modifica di Kael : 28-07-2009 alle ore 00.44.24.
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Vecchio 28-07-2009, 10.20.54   #14
Sole
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Un santo che sbaglia perde un qualcosa (gioia, estasi, ulteriore evoluzione futura) che ha un valore maggiore visto che viene ponderato per il "peso" raggiunto dal soggetto che commete l'errore .
Si son d'accordo. qui Kael spiega meglio
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Un cavaliere perde di più perchè la sua struttura è migliore di quella del villano...



Anzi, si può dire che non è mai stato un vero campione perchè non ha consolidato questa struttura nel corso degli anni.. (e con un po' di fortuna qualche buona partita la sanno giocare tutti..)
Iniziato infatti non significa finito si può sempre cadere, il cavaliere è sempre in tensione perchè un cedimento e si sento un tonfo che spaventa gli elefanti.

Giorni fa pensavo che è proprio vero quel che si dice e cioè che quando si inizia in questo percorso non si può più tornare indietro. In verità si può, cadendo ma si tornerebbe peggio del villano... e le conseguenze sarebbero disastrose. Ci si può accomoddare però, addormentarsi sul sedile raggiunto e pensare che sia tutto lì convincendosi di star bene.

In passato per un cavaliere agire disonestamente contro il Re significava la pena di morte. Per un villano un paio di frustate. Si può vedere anche in termini di coscienza.
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Vecchio 30-07-2009, 16.47.57   #15
rajneesh
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Non so se è attinemte al tema della discussione ma mi viene in mente un passo di Elifas Levi tratto da LA CHIAVE DEI GRANDI MISTERI:
"...pensate che l'egoimso provoca l'egoismo e che l'immoralità del ricco risponderà dei delitti dei poveri..."

Comunque anch'io sono daccordo che più un individuo è consapevole e più assume su di sè una maggiore responsabilità...mentre diciamo che il contadino che rappresenta l'uomo comune è meno individualizzato facendo parte di una corrente collettiva e quindi i suoi "peccati" sono meno rilevanti di quelli del Re che è più evoluto...
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Vecchio 30-07-2009, 17.08.58   #16
Ray
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Non so se è attinemte al tema della discussione ma mi viene in mente un passo di Elifas Levi tratto da LA CHIAVE DEI GRANDI MISTERI:
"...pensate che l'egoimso provoca l'egoismo e che l'immoralità del ricco risponderà dei delitti dei poveri..."

Comunque anch'io sono daccordo che più un individuo è consapevole e più assume su di sè una maggiore responsabilità...mentre diciamo che il contadino che rappresenta l'uomo comune è meno individualizzato facendo parte di una corrente collettiva e quindi i suoi "peccati" sono meno rilevanti di quelli del Re che è più evoluto...
Sono d'accordo anch'io però penso anche che un danno è un danno e che nell'equilibrio universale tutto deve essere pagato. Come mettere assieme le due cose?
Forse la facccenda dell'individualità che citi ci aiuta, almeno in parte: più sono individuo più pago io, più sono collettivo più il "debito" viene sparpaglliato nel gruppo. Così come i merito però. Ma non so se questo basta a far quadrare.
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Vecchio 30-07-2009, 17.22.49   #17
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Sono d'accordo anch'io però penso anche che un danno è un danno e che nell'equilibrio universale tutto deve essere pagato. Come mettere assieme le due cose?
Forse la facccenda dell'individualità che citi ci aiuta, almeno in parte: più sono individuo più pago io, più sono collettivo più il "debito" viene sparpaglliato nel gruppo. Così come i merito però. Ma non so se questo basta a far quadrare.
A questo non avevo pensato... infatti siamo condizionati dall'esterno e a muoverci in un certo modo seguendo il flusso.
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Vecchio 30-07-2009, 17.23.28   #18
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...vediamo...mi vengono in mente gli animali. ecco loro non sono individualizzati, fanno parte come tecnicamente si dice di un'anima gruppo, cioè quando muoiono non si reincarnano ma diciamo che la loro essenza (nel senso più ampio) si dissolve nella loro specifica anima gruppo che colettivamente li coordina..

quindi le loro azioni sono più o meno prevedibili e il loro karma (scusa il termine) non è individuale ma collettivo...

Secondo me ad un altro livello la stessa cosa succede con gli esseri umani... la differenza sta nel fatto che anche la persona diciamo evolutamente un po più indietro è individualizzata ma il suo pensiero non è autonomo, rientra in una corrente collettiva (con conseguente tipo di karma)...a questo punto mi viene in mente un altra citazione di Levi:

"...chiunque si libera dagli errori comuni, deve pagare una taglia proporzionale alla somma di questi errori..."

Spero di essere stato chiaro

Ciao
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Vecchio 30-07-2009, 17.58.46   #19
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...vediamo...mi vengono in mente gli animali. ecco loro non sono individualizzati, fanno parte come tecnicamente si dice di un'anima gruppo, cioè quando muoiono non si reincarnano ma diciamo che la loro essenza (nel senso più ampio) si dissolve nella loro specifica anima gruppo che colettivamente li coordina..

quindi le loro azioni sono più o meno prevedibili e il loro karma (scusa il termine) non è individuale ma collettivo...

Secondo me ad un altro livello la stessa cosa succede con gli esseri umani... la differenza sta nel fatto che anche la persona diciamo evolutamente un po più indietro è individualizzata ma il suo pensiero non è autonomo, rientra in una corrente collettiva (con conseguente tipo di karma)...a questo punto mi viene in mente un altra citazione di Levi:

"...chiunque si libera dagli errori comuni, deve pagare una taglia proporzionale alla somma di questi errori..."

Spero di essere stato chiaro

Ciao
Scusa e perche' deve pagare una taglia?
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Vecchio 30-07-2009, 18.12.11   #20
rajneesh
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Non so...dev' essere una legge della natura...
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Vecchio 30-07-2009, 19.42.34   #21
luke
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Sono d'accordo anch'io però penso anche che un danno è un danno e che nell'equilibrio universale tutto deve essere pagato. Come mettere assieme le due cose?
Forse la facccenda dell'individualità che citi ci aiuta, almeno in parte: più sono individuo più pago io, più sono collettivo più il "debito" viene sparpaglliato nel gruppo. Così come i merito però. Ma non so se questo basta a far quadrare.
Certamente penso sia giusto che se uno paga per gli sbagli poi dovrebbe ricevere anche in base ai meriti.

Onestamente per la faccenda dell'equilibrio universale non mi sono mai quadrati i conti, evidentemente bisogna tener conto di dinamiche troppo generali ed appunto universali per vedere bene la cosa, riferirsi a situazioni piccole può portare fuori strada e far vedere il tutto in modo parziale.

A volte vedo persone che ricevono "aiutini" pur non avendo fatto molto per meritarseli ed altri che pare debbano avere in tutto ciò che fanno un quoziente di difficoltà superiore. Si può tirare forse in ballo anche la faccenda delle reincarnazioni con i vari karma, però anche qui il fatto che uno debba avere un'incarnazione "sfigata", perchè qualcun'altro in una precedente se l'è spassata non mi suona molto, poi magari sono io che vedo male le cose.
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Vecchio 30-07-2009, 23.01.36   #22
Kael
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però anche qui il fatto che uno debba avere un'incarnazione "sfigata", perchè qualcun'altro in una precedente se l'è spassata non mi suona molto
Beh messa così neppure a me, ma trovo sempre valida la regola del "le colpe dei padri ricadranno sui figli", cosa che naturalmente si ripercuote anche nel bene. Se non sbaglio per una colpa saranno sette le generazioni future che dovranno "pagare", mentre per un merito ne beneficeranno mille.

Se pensiamo a due genitori con una certa struttura, daranno alla luce un figlio con una struttura simile, se la struttura dei genitori per qualche colpa è stata corrotta, anche quella del figlio non potrà non risentirne...
Viceversa un genitore che grazie a buone azioni migliora la sua struttura anche quella del figlio non potrà non esserne migliorata...
Insomma, sintetizzando proprio come un'eredità economica, un figlio di debitori erediterà debiti, un figlio di creditori erediterà crediti...
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Vecchio 30-07-2009, 23.16.15   #23
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Beh messa così neppure a me, ma trovo sempre valida la regola del "le colpe dei padri ricadranno sui figli", cosa che naturalmente si ripercuote anche nel bene. Se non sbaglio per una colpa saranno sette le generazioni future che dovranno "pagare", mentre per un merito ne beneficeranno mille.

Se pensiamo a due genitori con una certa struttura, daranno alla luce un figlio con una struttura simile, se la struttura dei genitori per qualche colpa è stata corrotta, anche quella del figlio non potrà non risentirne...
Viceversa un genitore che grazie a buone azioni migliora la sua struttura anche quella del figlio non potrà non esserne migliorata...
Insomma, sintetizzando proprio come un'eredità economica, un figlio di debitori erediterà debiti, un figlio di creditori erediterà crediti...
Bè , ma mi sembra che la legge preveda anche l'eredità con beneficio d'inventario, in campo spirituale non esiste un'istituto analogo?

Un discorso tipo quello sulle colpe dei padri mi può star bene a livello generale di "contbilità spirituale" vista nel lunghissimo periodo, ma a livello del singolo non molto

MI piacerebbe pagare e ricevere secondo i propri meriti/colpe, senza fardelli innati sulle spalle, oppure il fardello può andar bene se poi, ad un certo punto, se ci siamo impegnati bene e c'abbiamo provato, si ricevesse anche un bel "contro-fardello" di aiuto.
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Vecchio 30-07-2009, 23.32.19   #24
Kael
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Originalmente inviato da luke Visualizza messaggio
Bè , ma mi sembra che la legge preveda anche l'eredità con beneficio d'inventario, in campo spirituale non esiste un'istituto analogo?
La differenza è che in campo economico ereditiamo alla fine (quando un genitore muore) e quindi possiamo decidere, in campo spirituale ereditiamo alla nascita, quindi "noi" (inteso come persone) non possiamo scegliere, anche se un Noi più grande, se ci fa nascere proprio in quella famiglia e non in altre, significa che a monte aveva già Scelto...
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MI piacerebbe pagare e ricevere secondo i propri meriti/colpe, senza fardelli innati sulle spalle, oppure il fardello può andar bene se poi, ad un certo punto, se ci siamo impegnati bene e c'abbiamo provato, si ricevesse anche un bel "contro-fardello" di aiuto.
Il ladrone crocifisso insieme a Gesù che per primo è andato in paradiso mi sembra un ottimo esempio di come in fondo nulla sia precluso a nessuno, e che quello che realmente conta è ciò che facciamo in questa vita...
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Vecchio 30-07-2009, 23.35.23   #25
Ray
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Originalmente inviato da rajneesh Visualizza messaggio
Secondo me ad un altro livello la stessa cosa succede con gli esseri umani... la differenza sta nel fatto che anche la persona diciamo evolutamente un po più indietro è individualizzata ma il suo pensiero non è autonomo, rientra in una corrente collettiva
Non so se ho capito bene cosa intendi, ma in linea di massima gli esseri umani, di partenza, non sono granchè più individualizzati degli animali, anche se in potenza lo sono magari del tutto.

Finchè uno vive la vita lasciandosi scorrere dai flussi non si individualizza granchè e seguirà grossomodo la storia del suo gruppo, della famiglia (anche in senso ampio), beccandosi roba buona e roba meno buona.
Quando inizia ad individualizarsi inizia a pagare sul serio e/o sul serio a risquotere crediti, in ogni caso non ritengo possibile la completa individualizzazione (uomo5 di gurdy per capirci) senza aver pagato tutto quel che, per un motivo o per l'altro, ci troviamo addosso alla nascita e accumuliamo dopo. Non è detto invece, ma forse sbaglio, che debba anche risquotere tutto... in certi casi, magari fortunati, può arrivare a quel punto con ancora qualcosa che avanza.
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